36. E' possibile fare il cambio d'uso a residenza di un magazzino C2 di circa 30mq interno cortile al piano terra di un edificio di inizi ‘900? Quale procedura seguire e quali oneri sono dovuti?
Risposta a cura di Gruppo di esperti

In primo luogo, occorre accertare, attraverso i titoli edilizi pregressi, se il magazzino costituisca Superficie Lorda (SL) esistente oppure Superficie Accessoria (SA). La categoria catastale C/2 (magazzini e locali di deposito) non è sufficiente a determinarlo. Nel secondo caso, la trasformazione in residenza comporterebbe la formazione di nuova SL, subordinata alla disponibilità di capacità edificatoria oppure all'applicazione delle disposizioni sul recupero dei piani terra esistenti (art. 8 L.R. 18/2019 e L.R. 7/2017), nel rispetto delle esclusioni previste dalla deliberazione C.C. 78/2021.
Dovrà inoltre essere verificata la conformità ai requisiti igienico-sanitari per la destinazione residenziale.
Sotto il profilo ambientale, occorre verificare gli utilizzi storici dell'immobile e l'eventuale obbligo di Indagine Ambientale Preliminare ai sensi dell'art. 10 del Regolamento Edilizio.
Quanto agli importi dovuti, occorre distinguere, anche sulla base della qualifica dell’intervento, il contributo di costruzione, nelle sue componenti di oneri di urbanizzazione e contributo commisurato all'incidenza del costo di costruzione (richiesti per interventi quantomeno di ristrutturazione edilizia), dalle dotazioni territoriali per servizi e dalla loro eventuale monetizzazione. Per un mutamento d'uso riguardante 30 mq di SL esistente, l'art. 11 delle NdA del Piano dei Servizi non richiede dotazioni territoriali, fatte salve le specifiche fattispecie previste dalla norma. Anche per il recupero dei piani terra ai sensi della legislazione regionale sono previste esclusioni per interventi fino a 100 mq.
Aggiornato al 27/10/2026
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