Esercizio della professione durante l’emergenza
  1. DIMMI
  2. Emergenza COVID-19
  3. Esercizio della professione durante l’emergenza

1. In relazione agli ultimi provvedimenti nazionali e regionali quali sono le valutazioni e indicazioni per gestire in modo responsabile la riapertura degli studi professionali?

PREMESSA

Tutte le risposte contenute “Emergenza COVID-19 di DIMMI” vogliono offrire ai colleghi un quadro interpretativo di riferimento della normativa vigente per  svolgere al meglio il proprio mandato con responsabilità professionale ed etica, con l’obiettivo prevalente di attuare quanto più possibile il distanziamento sociale e il massimo contenimento del rischio di contagio nella fase di ripresa delle attività. Questo Ordine sottolinea inoltre come il DPCM 26 aprile 2020, il cui contenuto è stato confermato dal  DPCM 11 giugno 2020, dal DPCM 14 luglio 2020, dal DPCM  9 agosto 2020 e da ultimo dal DPCM 7 settembre 2020, raccomandi comunque il lavoro agile per le attività professionali, soprattutto in una fase delicata di riapertura delle attività e nei contesti geografici ad alta densità.

 

RISPOSTA

Il nuovo DPCM 7 settembre 2020  (che sostituito il  DPCM 9 agosto 2020DPCM 11 giugno 2020  e il DPCM 14 luglio 2020 ) ha prorogato tutte le misure già contenute nel DPCM 11 giugno 2020, e pertanto per le attività degli studi di progettazione le seguenti raccomandazioni avranno efficacia fino al 7 ottobre 2020: 

a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o  in modalità a distanza; 

b) siano incentivate le ferie e  i  congedi  retribuiti  per  i dipendenti nonche' gli altri strumenti previsti dalla  contrattazione collettiva; 

c) siano  assunti  protocolli  di  sicurezza  anti-contagio  e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale  di un metro come principale misura  di  contenimento,  con  adozione  di strumenti di protezione individuale; 

d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando  a  tal  fine  forme  di  ammortizzatori sociali. 

Inoltre l’Ordinanza regionale n. 590 del 31 luglio 2020 (qui disponibile) ha confermato quanto già previsto dalle precedenti ordinanze n. 580 del 14 luglio 2020 , n. 573 del 29 giugno 2020 (qui disponibile), n. 566 del 12 giugno 2020 ( qui disponibile) e n. 555 del 29 maggio (qui disponibile), e prevede alcune prescrizioni per i datori di lavoro, più restrittive di quelle statali, a cui devono attenersi anche gli studi professionali,  per garantire la tutela della salute nei luoghi di lavoro in Lombardia (vedi allegato). 

Le misure sono valide fino al 10 settembre 2020. 

I datori di lavoro dovranno osservare le seguenti prescrizioni:

Il personale o i collaboratori, prima dell’accesso al luogo di lavoro, dovranno essere sottoposti al controllo della temperatura corporea. Questa operazione deve essere effettuata anche quando, durante l’attività, il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID – 19. 

Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui al D.L. n.81/2008 e/o l’ufficio del personale, all’ATS territorialmente competente, la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata dovrà attenersi.

inoltre l'Ordinanza regionale fa seguire due raccomandazioni:

  • è fortemente raccomandato rilevare la temperatura dei clienti/utenti, prima dell’accesso. Con temperatura superiore a 37,5°, non sarà consentito l'accesso e la persona dovrà contattare il proprio medico curante;
  •  è fortemente raccomandato scaricare e utilizzare l’app AllertaLOM, il questionario “CercaCovid” deve essere compilato quotidianamente da parte del datore di lavoro e da tutto il personale.

Questo Ordine raccomanda un’attenta valutazione della configurazione specifica di ogni studio professionale (localizzazione puntuale della struttura, provenienza e numero dei collaboratori, tipologia delle attività svolte, interferenze dei flussi in entrata e uscita dello studio con il contesto all’interno del quale si colloca, etc.) al fine di attuare il più possibile il lavoro agile nella tutela della salute collettiva.

Questo Ordine raccomanda inoltre un’attenta considerazione dei motivi di indifferibilità delle proprie attività di studio (dalle quali deriva la decisione di riaprire i propri studi in modalità in presenza) e delle modalità di gestione delle attività di cantiere.

 

Risposta a cura di Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano con la collaborazione dell’arch. Luigi Carretta e dell’Ing. Marco Cagelli  

 

Aggiornata al 08/09/2020