Il cantiere durante l’emergenza Covid-19
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22. Prima del rientro al lavoro in seguito a malattia riconducibile al COVID-19, va sempre informato il medico competente?

OAM con ATS Città Metropolitana di Milano

PREMESSA

Tutte le risposte contenute nella sezione “Emergenza COVID-19 di DIMMI” vogliono offrire ai colleghi un quadro interpretativo di riferimento della normativa vigente per poter svolgere al meglio il proprio mandato con responsabilità professionale ed etica, con l’obiettivo che riteniamo prevalente di attuare quanto più possibile il distanziamento sociale e il massimo contenimento possibile del rischio di contagio nella fase di ripresa delle attività.

 

RISPOSTA

In caso di malattia con sintomi riconducibili al Covid-19, per la quale non è stato effettuato ricovero, in assenza di diagnosi di positività tramite tampone, i lavoratori potenzialmente contagiati non sono seguiti dall’ATS ma dal loro medico curante che rilascia il certificato di malattia per l’INPS.

È quindi il curante a stabilire la guarigione su base clinica ovvero sulla base della risoluzione della sintomatologia clinica presentata.

Al momento non esistono indicazioni specifiche per l’effettuazione dei tamponi, al di fuori dei casi previsti.

In attesa che siano fornite indicazioni per l’effettuazione di test specifici per garantire la completa guarigione [risoluzione sia dei sintomi che della presenza del virus nei liquidi biologici], possono essere adottate le misure di prevenzione indicate nel DPCM dell’11 marzo 2020 unitamente alle misure di prevenzione e alle raccomandazioni del protocollo nazionale condiviso del 14.03.2020.

In particolare si raccomanda l’adozione di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza o di incentivare le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva.

Questa scelta è in ragione del fatto che comunque l’emissione del virus si riduce con il passare dei giorni dal termine della sintomatologia.

 

Risposta a cura di Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano e di ATS Città Metropolitana di Milano e con la collaborazione dell’arch. Luigi Carretta e dell’Ing. Marco Cagelli


Aggiornata al 29/04/2020