Il cantiere durante l’emergenza Covid-19
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19. Nel caso venga rilevata la temperatura oltre il limite indicato come deve essere gestita la situazione?

OAM con ATS Città Metropolitana di Milano

PREMESSA

Tutte le risposte contenute nella sezione “Emergenza COVID-19 di DIMMI” vogliono offrire ai colleghi un quadro interpretativo di riferimento della normativa vigente per poter svolgere al meglio il proprio mandato con responsabilità professionale ed etica, con l’obiettivo che riteniamo prevalente di attuare quanto più possibile il distanziamento sociale e il massimo contenimento possibile del rischio di contagio nella fase di ripresa delle attività.

 

RISPOSTA

Si deve fare riferimento a quanto riportato nel protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri. A temperatura rilevata in eccesso rispetto alle norme risulta necessario vietare l’ingresso, isolare la persona, dotandola di mascherina e guanti. L’addetto dovrà contattare al più presto il proprio medico e seguirne le indicazioni.

Il rientro al domicilio non potrà avvenire con mezzi pubblici o con taxi; nel caso in cui sia dotato di proprio veicolo potrà rientrare al proprio domicilio autonomamente solo se consentito dal proprio medico. In caso contrario sarà necessario contattare l’autorità sanitaria, segnalando la presenza di persona sospetta CODIV-19.

L’addetto segregato deve ricevere apposita informazione in merito a:

  • continuare ad indossare la mascherina e in caso di sostituzione va insacchettata e posta in raccolta indifferenziata;
  • indossare i guanti e non utilizzare ascensori o scale al rientro al proprio domicilio;
  • obbligo di contattare il proprio medico competente anche al rientro al domicilio.

Il datore di lavoro si assicura che in ogni cantiere di grandi dimensioni per numero di occupati (superiore a 250 unità) sia attivo il presidio sanitario e, laddove obbligatorio, l’apposito servizio medico e apposito pronto intervento; per tutti gli altri cantieri, tali attività sono svolte dagli addetti al primo soccorso, già nominati, previa adeguata formazione e fornitura delle dotazioni necessarie con riferimento alle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.

 

Risposta a cura di Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano e di ATS Città Metropolitana di Milano e con la collaborazione dell’arch. Luigi Carretta e dell’Ing. Marco Cagelli


Aggiornata al 29/04/2020