Il cantiere durante l’emergenza Covid-19
  1. DIMMI
  2. Emergenza COVID-19
  3. Il cantiere durante l’emergenza Covid-19

3. Come gestire l’eventuale aumento dei costi e dei tempi?

PREMESSA

Tutte le risposte contenute nella sezione “Emergenza COVID-19 di DIMMI” vogliono offrire ai colleghi un quadro interpretativo di riferimento della normativa vigente per poter svolgere al meglio il proprio mandato con responsabilità professionale ed etica, con l’obiettivo che riteniamo prevalente di attuare quanto più possibile il distanziamento sociale e il massimo contenimento possibile del rischio di contagio nella fase di ripresa delle attività.

 

RISPOSTA

Queste eventualità (perlomeno negli appalti privati) vanno inquadrate nelle previsioni di cui agli artt. 1467 e 1664 Codice Civile.

Gli elementi di fondo sono: il verificarsi di un evento straordinario e imprevedibile (il Covid-19); le conseguenti insorgenze di difficoltà esecutive e di aumento dei costi; il diritto delle parti a intervenire sui reciproci rapporti, avuto riguardo all’entità delle difficoltà ed aumento dei costi.  Le opzioni vanno dalla risoluzione del contratto al riconoscimento di un equo compenso.

Al momento è ipotizzabile che nessuna delle parti abbia sufficienti elementi per quantificare correttamente l’aumento dei costi e dei tempi, per cui è suggeribile che le parti si diano reciprocamente atto, in piena buona fede, di

  1.  voler proseguire nel loro rapporto contrattuale;
  2. di voler rivedere il corrispettivo ed il tempo stabilito non appena saranno disponibili gli elementi per poterne operare la determinazione.      

Per quanto attiene gli appalti pubblici si ritiene che la procedura possa ricondursi a quanto previsto dall’articolo 106 del D.Lgs. 50/2016.

 

Risposta a cura di Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano con la collaborazione dell’arch. Luigi Carretta e dell’Ing. Marco Cagelli 

 

Aggiornata al 29/04/2020