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9. Ai professionisti spetta il credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili non abitativi previsti dal "Decreto Rilancio"?

Risposta a cura di Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano in collaborazione con Dott. Attilio Marcozzi 

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Ai sensi dell’art.28 del D.L. 34/2020 ai professionisti con compensi non superiori a 5 milioni di euro che nel 2020 abbiano subito un calo di almeno il 50% del fatturato nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto allo stesso mese del periodo di imposta 2019, spetta un credito di imposta del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, leasing di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività di lavoro autonomo.

Il credito di imposta sui canoni di affitto è stato di recente modificato dal decreto Agosto (Dl 104/2020) che ne ha esteso l’ambito temporale al mese di giugno 2020, che si aggiunge al trimestre marzo-aprile-maggio originariamente previsto. 

Il credito di imposta riguarda gli immobili “ad uso non abitativo”, quindi per gli immobili classificati catastalmente in categoria A, solo gli uffici di categoria A/10. Secondo le circolari 14/E/2020 e 25/e/2020 sembrerebbe, tuttavia, che la categoria catastale dell’immobile sia irrilevante per determinare l’ambito oggettivo del credito di imposta sui canoni di locazione, dovendosi prendere in considerazione esclusivamente l’utilizzo effettivo del bene. In particolare, con la circolare 25/E, l’Agenzia delle Entrate ha ammesso al credito di imposta anche i canoni relativi a un fabbricato abitativo che il conduttore utilizza quale bene strumentale della sua attività di impresa.

Per gli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente, il credito di imposta spetta nella misura del 50% del canone di locazione, a condizione che il contribuente non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o professione.

Per i professionisti che lavorano in spazi condivisi (cd. di coworking) il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 30% se il pagamento del canone pagato è a fronte di un contratto di servizi a prestazioni complesse (secondo la circolare 14/E/2020 “esecuzione di una serie di servizi complementari e funzionali alla utilizzazione unitaria del complesso immobiliare, con finalità diverse dal mero godimento dello stesso”).

I canoni di locazione devono essere pagati, anche in ritardo, purchè il pagamento avvenga entro il 31 dicembre 2020.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa o in alternativa può essere ceduto.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione nel modello F24, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni. Nel modello F24 -da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate- occorre indicare il codice tributo “6920”.

Il credito d’imposta può essere fruito anche nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa. È quindi necessario che il canone risulti pagato nel 2020.

Nei casi di utilizzo diretto da parte del conduttore, il credito spettante e i corrispondenti utilizzi vanno indicati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale la spesa relativa ai canoni agevolabili si considera sostenuta, specificando sia la quota utilizzata in dichiarazione sia la quota compensata tramite modello F24. L’eventuale residuo sarà riportabile nei periodi d’imposta successivi e non potrà essere richiesto a rimborso.

La circolare 14/E/2020 precisa che, in alternativa, il credito d’imposta può essere ceduto al locatore/concedente “a titolo di pagamento del canone”.

 

Aggiornato al 31/08/2020