Il cantiere durante l’emergenza Covid-19
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  3. Il cantiere durante l’emergenza Covid-19

24. Come gestire l’aspetto organizzativo di cantiere rispetto alla disponibilità di servizi “igienico-assistenziali” (bagni, spogliatoi, mensa, ecc.) al momento della ripartenza?

OAM con ATS Città Metropolitana di Milano

PREMESSA

Tutte le risposte contenute nella sezione “Emergenza COVID-19 di DIMMI” vogliono offrire ai colleghi un quadro interpretativo di riferimento della normativa vigente per poter svolgere al meglio il proprio mandato con responsabilità professionale ed etica, con l’obiettivo che riteniamo prevalente di attuare quanto più possibile il distanziamento sociale e il massimo contenimento possibile del rischio di contagio nella fase di ripresa delle attività.

 

RISPOSTA

Va premesso che, in linea teorica e “al limite” potrebbero esserci cantieri che non consentono l’applicazione delle misure previste dall’ Allegato 7 al DPCM 26/04/2020 oggi allegato 13 DPCM 17/5/2020 le quali sono imprescindibili. Ne conseguirebbe (sempre ragionando “al limite”) che in quei cantieri l’attività non può essere ripresa. 

Nella maggioranza dei cantieri è da ritenersi che le misure di cui s’è detto, sia pure con vari gradi di difficoltà, possono essere attuate. In generale, si deve considerare la necessità di distanziamento sociale come misura fondamentale di contenimento. Questo può essere risolto, per quanto attiene la logistica, incrementando gli spazi a disposizione o prevedendo diversi turni (spogliatoi, mensa, bagni). Resta quindi in capo al CSE e all’impresa individuare la modalità più adeguata alla tipologia del cantiere.

Ad esempio: se l’accesso agli spazi comuni, per esempio la mensa, non può essere contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano; non è possibile assicurare il servizio di mensa in altro modo per assenza, nelle adiacenze del cantiere, di esercizi commerciali, in cui consumare il pasto, non è possibile ricorrere ad un pasto caldo anche al sacco, da consumarsi conformemente a quanto già disciplinato dal d.lgs 81/08 allegato XIII mantenendo le specifiche distanze: conseguente sospensione delle lavorazioni.

 

Risposta a cura di Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano e di ATS Città Metropolitana di Milano e con la collaborazione dell’arch. Luigi Carretta e dell’Ing. Marco Cagelli

 

Aggiornato 19/05/2020